Per amare i nostri nemici dobbiamo evolvere come essere umani, dobbiamo maturare una consapevolezza più profonda su di noi e sulla vita. Dobbiamo evolvere oltre il nostro misero ego e riscoprirci anime di passaggio sul pianeta. Esseri umani parte di un mistero insondabile chiamato vita. Più è evoluta la nostra consapevolezza ed ampia la nostra visione sul mondo, più la guerra appare in tutta la sua follia autodistruttiva e la pace non altro che buonsenso. Guerra tra persone come tra paesi. Viviamo un mondo insanguinato da guerre sempre più insensate e sanguinarie. Con armi sempre più devastanti che vengono progettate e poi prodotte e vendute e prima o poi ovviamente usate. Per difendersi, per attaccare. Per autodistruggersi senza neanche un sensato perché se non l’ego. Quella falsa idea di noi stessi che ci divide in amici e nemici e poi ci sprona ad imporre la nostra volontà, i nostri interessi. Che ci sprona ad attaccarci ad ogni delirio materiale. Roba, simboli, potere, idee ammuffite, meschini sogni di gloria, ruoli che recitano sui palcoscenici della vita. Ego che ci sprona a vivere come se fossimo immortali, perché solo così le nostre piccolezze diventano importanti e noi con loro. Ego che prima ci intossica di miraggi effimeri e poi ci sprona a sfogare le nostre frustrazioni esistenziali sugli altri e sul mondo intero. Ego invece che anime. Odio invece che amore. Deliri materiali invece che verità. Più è evoluta la nostra consapevolezza ed ampia la nostra visione sul mondo, più la guerra appare in tutta la sua follia autodistruttiva e la pace non altro che buonsenso. Quando subiamo soprusi ed ingiustizie, il primo passo è mantenere un sano distacco dagli eventi e dalle emozioni che ci scaturiscono. Senza farsi sopraffare dalle rabbiose e viscerali reazioni egoistiche. Restando consapevoli della propria essenza di anime e della insignificanza e provvisorietà di quegli eventi rispetto al proprio destino. Il passo successivo quando subiamo soprusi ed ingiustizie è quello di accettare che non vuol dire subire. Vuol dire prendere atto della situazione e a quel punto valutare se e come reagire. Il nostro stato d’animo non dipende da quello che ci succede, ma da come noi reagiamo a quello che ci succede. La nostra reazione è sempre una scelta se siamo sufficientemente consapevoli di noi stessi. Una scelta che più evolviamo oltre l’ego più sarà di natura pacifica e democratica. Che non vuole dire debole, anzi. La forza deriva dalla profondità e dalla veridicità delle proprie ragioni. E più le rivendichiamo in modo pacifico e democratico più sono potenti perché abbattono i muri del pregiudizio e sono contagiose. La guerra e la violenza innalzano invece muri d’ottusità e di paura che impediscono quel motore evolutivo dell’umanità che è l’incontro delle divergenze. Il terzo passo quando subiamo soprusi ed ingiustizie, è quello del perdono. Non facile ma sempre possibile e assolutamente indispensabile. Il perdono serve a tagliare ogni laccio con gli eventi e le persone che ci hanno fatto soffrire così come coi cattivi sentimenti ad essi legati. Il perdono serve a vincere l’odio ed è quindi salvifico perché l’odio logora chi lo prova. Perdonare non è un atto né di superiorità né di sottomissione. È un atto intelligente. Questo perché permette di girare pagina e proseguire con lucidità. L’odio infatti accieca ed altera la realtà impedendo l’unico modo di risolvere i problemi che è ragionarci e dialogare. L’ultimo passo quando subiamo soprusi ed ingiustizie è il più nobile e consiste nell’amare i propri nemici. Un passo che suggella la propria totale evoluzione oltre l’ego e il ritorno alla propria vera natura di anima di fugace passaggio sul pianeta. Più si ritorna ad essere pienamente anime, più l’amore universale verso tutto diviene del tutto naturale. E questo tutto comprende anche i nemici. A prescindere da ogni evento e circostanza. Amore universale, amore incondizionato. Più si ritorna ad essere pienamente anime, più si rimuovono i paraocchi e crollano le fasulle divisioni ed appartenenze e ci si riscopre essere null’altro che esseri umani coi propri limiti e debolezze, esseri umani che condividono un mistero insondabile chiamato vita e un altrettanto misterioso destino comune. Essere umani che solo amando i loro nemici vincono davvero.

Tommaso Merlo