L’Italia è ferma mentre il mondo corre, una politica moderata e perbenista è l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno in una fase storica come questa. Rischiamo di perdere ulteriori anni in inutili chiacchiericci politichesi. Serve al contrario coraggio di cambiare. Un coraggio che solo i cittadini possono avere. Coraggio di guardare oltre e combattere contro questo sistema partitocratico fallito invece che accodarsi per qualche poltrona. E’ storia. Una politica moderata e perbenista può reggere quando splende il sole, ma quando imperversa la tempesta diventa un tappo deleterio. Un fastidioso sottofondo di stucchevoli chiacchiere politichesi mentre la realtà procede in tutt’altra direzione. Proprio quello che sta succedendo in paesi come il nostro in cui la maggioranza dei cittadini non si informa e non vota più. Provano disprezzo e disgusto per una politica molle e burocratica che non solo ha perso ogni credibilità, ma che non li rappresenta sostanzialmente più. Una politica fatta da politicanti che credono a ben poco al di là della propria carriera e da tifosi che credono a ben poco al di là dei propri idoli. E’ storia antica ma anche degli ultimi decenni. Al caldo dei palazzi Lorsignori diventano conservatori e quindi moderati e perbenisti. Smussano gli angoli, siglano compromessi, intortano il pubblico. E alla fine partoriscono giusto qualche piccolo aggiustamento. Davvero un tappo deleterio. Al caldo dei palazzi Lorsignori perdono contatto con la realtà, perdono motivazioni, perdono diottrie e non vedono al di là della prossima poltronata in compagnia. Un andazzo che può reggere quando è soleggiato ma non certo in tempi turbolenti come questi che richiedono cambiamenti epocali. Economici, politici, sociali, interiori. L’Italia è ferma mentre il mondo sta cercando di cambiare addirittura paradigma per prevenire la sua autodistruzione. La crisi della politica nostrana è tutta qui. Realtà e cittadini da una parte, politicanti dall’altra. Con le lobby che ne approfittano e la stampa al guinzaglio che aizza le proprie curve. Una grave crisi di credibilità e di rappresentanza. Più che sacrosanta. Son decenni ormai che i politicanti prendono voti e poi alla fine non cambia mai nulla. Questo perché una volta nei palazzi le istanze dei cittadini vengono dimenticate, annacquate, accantonate e perfino tradite. Campagne elettorali roboanti e poi nei palazzi fanno di testa loro e i bei propositi affogano in un mare di chiacchiere politichesi. Anno dopo anno. Con l’Italia ferma e il mondo sta cercando addirittura di cambiare paradigma. Coi cittadini che sguazzano nella solita melma e Lorsignori che smussano e intortano tra un compromesso al ribasso e l’altro. Anno dopo anno. E’ storia della democrazia. Antica ma anche molto recente. Il vero cambiamento si genera solo dal basso, dalla strada, dalle periferie, dagli esclusi. Da coloro che soffrono i problemi reali sulla propria pelle e quindi sentono l’urgenza di cambiare davvero e quindi trovano il coraggio di farlo. Altro che perbenismo e moderatismo. Altro che chiacchiere politichesi. Dolore e frustrazione che quando si concretizzano democraticamente riescono a generare la forza politica sufficiente per vincere i conservatori e cambiare il sistema. E’ democrazia. E’ politica. Non ci sono altre scorciatoie. Il vero cambiamento non è mai una concessione di Lorsignori, ma è una faticosa conquista dei cittadini. Si ottiene dal basso, non dall’alto. Da fuori il sistema, non da dentro. E’ storia della democrazia. Antica ma anche molto recente. Una storia che procede ad ondate ma in modo inesorabile. Vittima di un sistema partitocratico fallito, l’Italia è ferma mentre il mondo corre addirittura verso un nuovo paradigma. In una fase storica come questa, l’ultima cosa di cui c’è bisogno è una politica moderata e perbenista.

Tommaso Merlo