L’Italia è ostaggio dell’ego di una manciata di politicanti e di giornalisti. Un paese intero è costretto ad occuparsi delle beghe personali di personaggi che si credono la salvezza del paese ed invece ne sono la rovina. In tempo di Draghistan è ancora tutto più evidente. Mentre il gelido bancario manovra in un silenzio assordante, la politica ma anche il giornalismo si occupano di roba che non ha nulla a che fare con la realtà e coi poveri cristi. Tempo ed energie buttate via in una sterile rissa permanente. Col risultato che Berlusconi e Renzi sono ancora lì e mentre il mondo evolve l’Italia ristagna nella solita melma. Tutta colpa della deriva egoistica che in Italia ha raggiunto livelli imbarazzanti. L’ego è una falsa idea di se stessi creata dalla mente. Ci si illude di essere il lavoro che si fa, i ruoli che si ricoprono, la propria reputazione, il proprio passato, quello che si possiede, come si appare. Una identità fasulla che si recita sui palchi della vita danneggiando se stessi e il mondo intero. L’ego è una forza malefica che spinge a combattere per imporre il proprio personaggio, i propri interessi e le proprie ragioni anche a scapito degli altri. E’ una forza malefica che trasforma la propria vita in una guerra permanente atta a parare e sferrare colpi nell’illusione di una vittoria che però non arriva mai. Perché le guerre egoistiche servono in realtà per riaffermare la propria fasulla identità e per sfogare le proprie frustrazioni e trascinano in vicoli ciechi in cui non vince nessuno. Ma incapace di autocritica e vedendo i passi indietro come una sconfitta, gli egoisti rilanciano sempre. Da un miraggio all’altro perché all’ego non basta mai. Ma la sua non è forza, è debolezza. L’ego è figlio della paura. Paura della verità. Su se stessi e sulla vita. Paura di togliersi la maschera e buttare i copioni e capire chi si è veramente come persone. Paura di capire cosa sia davvero la vita e rendersi conto che le proprie certezze sono in realtà velleitarie. Paura delle proprie fragilità e meschinità, paura di ammettere i propri errori e fallimenti, paura di rendersi conto dei danni fatti a se stessi e al prossimo senza nemmeno rendersene conto. Per questo gli egoisti impongono la loro presenza su qualche palco fino alla fossa. Per paura del sipario, per paura di tornare a casa e guardarsi allo specchio senza trucco. The show must go on. Tutti convinti di avere ragione, tutti convinti di essere indispensabili, tutti convinti che la soluzione di tutti i mali sia il proprio trionfo. E questo anche quanto tutto attorno è cenere. L’Italia è uno dei paesi occidentali più corrotti e arretrati. Non riusciamo nemmeno a risolvere questioni democratiche basilari come i conflitti d’interesse oppure una vera libertà di stampa o una giustizia civile. Sediamo nel G7 ma moltissimi giovani emigrano verso democrazie più evolute in cerca di aria respirabile e quando scoppia un problema la politica si deve affidare a qualche tecnocrate. Siamo fermi. Impantanati. Tutti a puntare il dito, tutti a scannarsi ma in realtà la colpa non è là fuori, ma dentro. La colpa è la deriva egoistica mentre politicanti e giornalisti e loro seguiti sono solo la conseguenza. In tempo di Draghistan è tutto ancora più evidente. Mentre il gelido bancario manovra in un silenzio assordante, la politica ma anche il giornalismo si occupano di roba che non ha nulla a che fare con la realtà e coi poveri cristi. Un paese intero vittima delle beghe personali di personaggi che si credono la salvezza del paese ed invece ne sono la rovina. Tempo ed energie buttate via in una sterile rissa permanente. Col risultato che Berlusconi e Renzi sono ancora lì mentre il mondo evolve e l’Italia galleggia nella solita melma.

Tommaso Merlo