Fedez farebbe tremare i palazzi se entrasse in politica. Una scossa potente e salutare. Milioni di cittadini disgustati dalla politica lo voterebbero senza esitazione. Nipoti ma anche nonne della generazione boh. Lo voterebbero per ribellione contro una sistema marcio che non si rassegna alla sua fine e contro quelli che volevano cambiarlo e si son messi ad inciuciare. Lo voterebbero per girare finalmente pagina. Perché in fondo la priorità rimane questa. Girare pagina per sempre. Alle ultime elezioni milioni di cittadini han votato per un cambiamento radicale e si ritrovano negli anni novanta. Con Berlusconi e Prodi che si contendono il Quirinale. Davvero deprimente. E con ancora in giro personaggi come Renzi a dimostrare come i cittadini facciano benissimo a non votare più e a far marcire i giornali in edicola e a snobbare i talk. Questione di legittima difesa ed igiene personale. Il disgusto popolare è ai massimi livelli, la credibilità della politica e del giornalismo ai minimi. Roba che farebbe tremare qualunque democrazia, ma in Italia gira troppa egoina. Inginocchiandosi a Draghi la politica ha tradito gli elettori ma anche se stessa. Egoina. Tutti uniti per salvare l’Italia e nel frattempo il proprio deretano mettendo le basi per il prossimo giro di giostra. Il potere popolare svenduto, la democrazia in frigorifero mentre imperversano le solite sterili risse tra egoinomani. Politicanti, giornalisti, affaristi. Spasmi in un sistema marcito. Egoinomani che se le danno di santa ragione mentre la realtà dei poveri cristi non cambia di una virgola e il mondo corre in tutt’altra direzione. Disgusto popolare ai massimi livelli, credibilità della politica e del giornalismo ai minimi. In uno scenario del genere se Fedez entrasse in politica darebbe una scossa potente e salutare. Gli basterebbe mettere giù un progetto sensato. Qualche buona proposta, qualche faccia nuova e farebbe il pieno di nipoti ma anche nonne della generazione boh. Del resto piuttosto che la solita manica di clown poltronari molto meglio un cantante che interpreti la disperata voglia di cambiamento. Altro che risse tra egoinomani, spazio alle nuove martoriate generazioni. Altro che ritorno agli anni novanta, una politica espressione dei tempi e abbastanza giovane per immaginare il futuro. Altro che vecchi partiti e movimenti falliti, una politica popolare e indipendente. Dalle vecchie logiche, dalle sempiterne cricche, dalla pandemia egoistica. Fedez sarebbe molto più credibile dei vecchi politicanti e nell’era digitale avrebbe concrete possibilità di battere la spompata e screditata propaganda di sistema. Ogni boicottaggio finirebbe per essere un boomerang. La sola presenza di Fedez sulla scena politica renderebbe tutti gli spacciatori e i consumatori di egoina non solo giurassici ma anche ridicoli. Con le loro tristi cravatte e i loro falsi sorrisi. Coi loro capelli tinti e le loro frasi strafatte. Il 2018 e la recente astensione di massa dimostrano che i cittadini indietro non ci tornano. Provano nausea per i vecchi partiti e disprezzo per chi ha tradito le loro aspettative. E non si farebbero nessun problema a sostenere qualunque proposta politica estranea ed alternativa al sistema che promette un cambiamento radicale. Perché in fondo la priorità rimane questa. Girare pagina per sempre.

Tommaso Merlo