I politicanti si sono messi in ginocchio al cospetto di Draghi senza nessuna vergogna. In Italia la politica è umiliata e la democrazia sospesa. I cittadini han votato per il cambiamento e si ritrovano nel Draghistan. Nessun dibattito né nei palazzi e nel paese. Nessuna progettualità e nessuna alternativa. Siamo alla tecnocrazia modello Bruxelles. Burocrati in cima che fanno e che disfano, una partitocrazia inutile che battibecca sul nulla, le lobby tutt’attorno che ne approfittano, la stampa che sparge fumo e i cittadini che si fanno gli affari loro. Il Draghistan conferma che quella della pandemia era una scusa per stare incollati alle poltrone. Tutti in ginocchio al cospetto di Draghi senza vergogna. Fregandosene di chi li ha votati e del perché. Riinizieranno a far finta di litigare alla prossima campagna elettorale. Aizzando i cittadini gli uni contro gli altri per raccattar voti. Vedremo quanti cittadini dimenticheranno queste pagine penose della nostra storia e quanti invece impareranno la lezione. Non siamo solo al pensiero unico ma anche alla tenace conservazione del modello neoliberista dominante. Un occhio ai bilanci e l’altro alle piazze. I conti devono tornare per non infastidire il casinò finanziario globale mentre i cittadini devono avere la pancia abbastanza piena in modo che non diano fastidio e che abbiano qualche soldino extra per comprare i prodotti di Lorsignori e soddisfare il proprio ego. L’ingiustizia sociale va benissimo, è solo un effetto collaterale come lo sono l’emarginazione, le discriminazioni, la violenza, la disperazione repressa e perfino l’autodistruzione. Quello che conta è che i cittadini si accontentino e che si convincano non vi siano alternative. Siamo all’apoteosi del modello neoliberista, potere a chi detiene il danaro e si può comprare la politica e l’informazione. La società come mercato, i cittadini come consumatori. Gli stati e le aziende come numeri sulla roulette finanziaria. Statistiche e grafici invece che esseri umani. Ricchezza invece che qualità della vita. Carriere, potere, visibilità. Profitto anche a costo di autodistruggerci come persone e come pianeta. Pensiero unico. L’apoteosi del modello neoliberista. Politica umiliata e democrazia sospesa e meno cittadini votano meglio è. Quanto a quelli che ancora abboccando lo fanno votando partiti e coalizioni identiche che fan finta di litigare per spartirsi le poltrone. Cartelli elettorali che inseguono sondaggi e popolarità dei leader. Del resto di ideologie alternative non ve ne sono. Siamo nell’era della democrazia liberale, bene. Ma non si tratta affatto di un modello perfetto, anzi. La grande sfida politica di oggi è proprio quella di correggere i fallimenti di quel modello. Non di rinnegarlo. Ma di farlo evolvere. Di migliorarlo. Il neoliberismo è una depravazione della democrazia liberale, è una sua versione esasperata che si è dimostrata devastante per la grande maggioranza degli esclusi che sguazzano nelle periferie nostrane come in quelle del pianeta. Genera devastazione sociale, ambientale ma anche interiore. Lacerando le comunità, mandano a fuoco il pianeta e ricoprendolo di rifiuti, alimentando un egoismo devastante. Quello della democrazia liberale è un modello che ci ha permesso un progresso senza procedenti ma che ha enormi margini di miglioramento ed intervenire è sempre più urgente. Il neoliberismo ne esaspera i difetti mentre la sfida politica di oggi è esaltarne i pregi. Per riuscirci bisogna andare contro agli enormi poteri economici che vorrebbero al contrario schiacciare l’acceleratore. L’ego vuole sempre di più, non gli basta mai. Poteri economici che controllano la politica e l’informazione e che usano la tecnocrazia per implementare i loro piani. Per cambiare servono i cittadini, non vi sono alternative. Serve riuscire a generare un potere superiore a quello di Lorsignori che riesca ad incidere sulla realtà. Servono cittadini informati e consapevoli che invece di arrendersi o farsi scoraggiare alzino la testa e si riprendano il ruolo che gli spetta in una democrazia. Non vi sono alternative. Sono i cittadini il motore della storia. Fino a ieri in Italia era impossibile leggere un giornale o seguire un dibattito televisivo, adesso lo è pure votare. Proprio quello che fa comodo a Lorsignori. Meno cittadini partecipano meglio è per loro. Siamo ad una tecnocrazia elitaria dove Lorsignori chiacchierano tra loro in qualche salottino mentre nulla cambia davvero. Siamo all’apoteosi del modello neoliberista. Coi cittadini che votano per il cambiamento e si ritrovano nel Draghistan. Pensiero unico e tecnocrazia modello Bruxelles. Politica umiliata e democrazia sospesa. Vedremo quanti cittadini dimenticheranno queste pagine penose della nostra storia e quanti invece impareranno la lezione rimboccandosi le maniche per costruire un mondo migliore.

Tommaso Merlo