Draghi gestisce l’Italia come se fosse una banca. Sforna direttive dall’ultimo piano e si aspetta che i suoi dipendenti le applichino senza fiatare. Non si degna di spiegare e convincere nessuno. Non spiccica una parola e quando ci prova è come se non lo facesse. Zero empatia, zero capacità di comunicazione. Ma Draghi è l’idolo delle lobby anche giornalistiche e allora tutti ad applaudire. Come da peggiore tradizione, in Italia la politica è commissariata e questo sta esasperando gli animi. La politica italiana ha fallito per l’ennesima volta la prova della storia inginocchiandosi al tecnocrate di turno. Prima si è messa a litigare nel bel mezzo di una pandemia, poi ha dato vita ad una ammucchiata che sta minando la sua già malconcia reputazione. Non è la democrazia ad essere in crisi, lo è politica. Con l’ammucchiata sono saltate le contrapposizioni residue lasciando milioni di cittadini senza rappresentanza. Il Pd governa con la Lega e il Movimento con Berlusconi quando fino a ieri facevano finta di scannarsi. In troppi non hanno più punti di riferimento e qualcuno in cui credere. Lasciati soli, i cittadini reagiscono anche ribellandosi. Al di là dei facinorosi e di frange marginali di fanatici e nostalgici, ad essere in crisi è la politica non la democrazia. E’ il modo in cui la democrazia viene gestita da partiti e classi dirigenti avulsi dalla realtà. In troppi non si riconosco in più in politicanti che li hanno delusi troppe volte e che mettendosi in ginocchio davanti a Draghi hanno confermato la loro pessima reputazione. Incoerenza, opportunismo, poltronismo. A destra la Meloni ha perlomeno inscenato una labile opposizione, dall’altra parte hanno addirittura sciaguratamente lasciato un vuoto totale. E tutto questo per far cose ovvie che poteva compiere qualsiasi governo politico, come successo in tutti gli altri paesi occidentali. Non c’era nessun bisogno dell’ammucchiata Draghi. Altro che senso di responsabilità e stucchevoli prediche patriottiche. La politica italiana ha fallito clamorosamente la prova della pandemia delegando il suo ruolo al tecnocrate di turno. Se l’Italia ne è uscita, è grazie ai cittadini, non ai politicanti. Ed è grazie alla scienza e al solco europeo a cui l’Italia si è adeguata. Non appena l’Italia si è discostata, sono scoppiati casini. Come conferma la questione del green pass che è stata gestita malissimo. Con arroganza e nessuna sensibilità anche sociale in un paese col record di vaccinati. Scomposte forzature imposte dall’alto senza degnarsi di spiccicare due parole. Ma Draghi fa quello che ha sempre fatto, il tecnocrate. E gestisce il paese come se fosse una banca. Il vero problema è di chi l’ha messo lì. Il vero problema è l’ennesimo fallimento della politica. Lo stesso Draghi ha balbettano che l’emergenza è finita ma i partiti restano inginocchiati ai suoi piedi. Per il bene comune ovviamente, non per le poltrone. E i cittadini che han votato per il cambiamento si ritrovano in piena restaurazione. Nessuno che s’informa, nessuno che vota. Tutti sotto una asfisiante cappa conformista. Rabbia, frustrazione. Il vero pericolo sociale non deriva da qualche facinoroso e nemmeno da frange marginali di fanatici e nostalgici, il pericolo deriva dal fatto che molti cittadini non hanno punti di riferimento politici, non hanno nessuno in cui credere. Il problema è una crisi profonda di credibilità della politica e delle classi dirigenti che di riflesso colpisce anche le istituzioni. Senza politica una democrazia perde senso e lascia pericolosamente allo sbando la società. Se davvero hanno a cuore i destini del paese, i politicanti dovrebbero dire basta all’ammucchiata Draghi e ridare al più presto la parola ai cittadini.

Tommaso Merlo