Se Mussolini fosse vivo non sarebbe affatto fascista. Si renderebbe perfettamente conto che credere oggi in quella ideologia non ha nessun senso e sarebbe il primo a rinnegarla. Alcuni ritengono che Mussolini fosse un idiota, sarà. Ma in realtà fu prima un giornalista e poi un politico di successo. Fondò e diresse giornali e soprattutto partorì a tavolino quell’obbrobrio politico che è il fascismo e grazie al suo talento di snasare gli umori delle masse coronò le sue bulimiche ambizioni di potere. Le idee di Mussolini e tutto il suo regime meritano la spazzatura della storia, ma quella di Mussolini non è la biografia di un idiota. Lo conferma anche l’apprezzamento internazionale che ebbe i primi anni di regime.  Quanto ai suoi errori catastrofici e imperdonabili, sono errori politici. Errori dovuti alla sua ideologia sballata, al suo regime dittatoriale e soprattutto al contesto e alle circostanze storiche, ma non alla sua idiozia. Ma proprio perché non era un idiota, se Mussolini fosse vivo non sarebbe affatto fascista. Si renderebbe perfettamente conto che credere oggi in quella ideologia non ha nessun senso e sarebbe il primo a rinnegarla. Gli basterebbe ripensare ai suoi vent’anni di regime e confrontarli coi progressi che ha compiuto l’Occidente procedendo per una direzione diametralmente opposta a quella indicata da lui. Se Mussolini fosse vivo sarebbe il primo ad ammettere che il fascismo ha fallito inequivocabilmente la prova della storia. Gli basterebbero poche ore a passeggio per prendere atto del progresso garantito dalla democrazia e dalle libertà che lui aveva calpestato. Per questo se Mussolini fosse vivo direbbe ai camerati superstiti di abbassare le braccia e i manganelli e di smetterla di rendersi ridicoli rivangando assurdità. Le idee politiche messe nel congelatore diventano folclore. Diventano orpelli per il proprio ego. E vista la tempra, se fosse vivo oggi Mussolini si metterebbe a tavolino a partorire altro invece che perdere tempo in futili e tristi nostalgie. Perché la politica è guardare avanti, non indietro. Ma lo stesso vale dall’altra parte. Definirsi comunisti oggi è ridicolo. Se Lenin fosse vivo non sarebbe affatto comunista. Era un uomo troppo intelligente. Gli basterebbero poche ore a sfogliare un libro di storia scorrerendo i crimini efferati commessi dal compagno Stalin e i danni che quel regime ha causato ai sovietici e al mondo intero. Lenin prenderebbe atto del fallimento storico della sua rivoluzione e del modello economico e sociale che proponeva e la archivierebbe per sempre senza nessuna esitazione. Altro che ipocrite nostalgie da Peppone e Don Camillo, Lenin e tutti i padri del comunismo riderebbero in faccia ai Comunisti col Rolex de noialtri. Le idee politiche messe nel congelatore diventano folclore. Diventano uno dei tanti orpelli che l’ego usa per distinguersi dagli altri e sfogargli contro le proprie frustrazioni esistenziali. Uno dei tanti orpelli che l’ego usa per costruirsi una falsa identità e sfogare contro il mondo le proprie frustrazioni esistenziali. La politica è guardare avanti non indietro. E’ imparare dagli errori del passato e andare oltre, è comprendere la complessità del presente e provare ad immaginare il futuro con tutti i limiti che abbiamo come esseri umani. Come hanno fatto e come farebbero oggi Mussolini e Lenin visto che non erano degli idioti.

Tommaso Merlo