Un giorno verrà fuori se dietro all’operazione Draghi c’è solo la pochezza dei politicanti nostrani oppure qualcosa di più. Tipo un accordo a tavolino in nome di un fantomatico interesse nazionale. Solo così si spiegherebbe lo spettacolo penoso di questi mesi. Comunque la si pensi, che Salvini governi col Pd e che il Movimento governi con Berlusconi è un’offesa per gli elettori che nel 2018 han votato per un cambiamento radicale. Per giustificare il mega inciucio all’inizio usavano la pandemia, ma gli altri paesi non hanno dovuto fare nessun pasticcio del genere per gestirla anche meglio di noi, le alternative poi c’erano e comunque l’emergenza sanitaria è scemata da mo’. Eppure il mega inciucio continua imperterrito. La cascata di soldi europea e altri due anni di stipendio a sbafo possono aver inciso ma non al punto di giustificare una tale testardaggine inciucista. Anche perché quel Draghi spacciato come un purosangue si sta rivelando politicamente un brocco con pure l’aggravante di non riuscire a spiccicare due parole al popolino. Un premier muto e scorbutico che si permette di fare e disfare trattando tutti come fastidiosi impiegati della sua banca. E ancora, le incredibili retromarce del Movimento nonostante i pesci in faccia ricevuti, i silenzi di Salvini ma anche quelli del Pd al di là dei bisticci da oratorio, la finta opposizione della Meloni, la calma serafica di Forza Italia. Tutto fa pensare ad un accordo a tavolino. In nome di un fantomatico interesse nazionale. Un’operazione stupida e che rischia di essere perfino controproducente. Temendo chissà quali strascichi della pandemia, la malconcia politica nostrana avrebbe cioè escogitato il mega inciucio con l’obiettivo di arrivare alla fine della legislatura silenziando il malcontento e il dissenso popolare, il tutto con la complicità della stampa delle lobby impegnata a distrarre le masse con pettegolezzi e patriottismo sportivo. In altre parole, per Lorsignori malcontento e dissenso popolare dovrebbero tenere la testa bassa e la bocca chiusa perché nessuna forza politica gli dà corda e li rappresenta politicamente. Un’operazione che potrebbe anche avere una senso in una democrazia sana dove i cittadini rispettano i politici e li seguono, ma la politica italiana gode di una reputazione infima, gli italiani gli ridono in faccia e vanno a malapena a votare. Senza parlare della fiducia che ripongono nei giornali delle lobby e nelle melasse televisive. Meno di zero. Per questo l’operazione Draghi appare stupida e controproducente. Se il malcontento e il dissenso popolare non trovano nessuno che li rappresenti democraticamente, non gli resterà che indossare il gilet giallo. L’ennesimo mega inciucio non fa che peggiorare la reputazione della politica nostrana lasciando fette di popolazione arrabbiata senza nessuno che raccolga quelle istanze. E poi un giorno tutto dovrebbe tornare come prima, come se nulla fosse. Chissà le risate quando i politicanti nostrani torneranno a far comizi dipingendo i compagni d’inciucio come chissà quali pericolosi nemici oppure quando tireranno fuori cavalli di battaglia che hanno calpestato fino al giorno prima. Panzane propagandistiche che appariranno più ridicole che mai. E se la politica perde credibilità lo perde anche la democrazia. Ma c’è anche un lato positivo in tutta questa storia. Il mega inciucio non fa che confermare come le istanze del 2018 fossero davvero sacrosante e quanto sia difficile il vero cambiamento. In Italia è più urgente che mai girare pagina. I politicanti possono fare accordi a tavolino e rimangiarsi tutto quello che vogliono, ma il popolo prima o poi trova sempre nuove strade per esprimersi democraticamente e riprendere il suo cammino di emancipazione e di sviluppo. Altro che operazioni ed accordi a tavolino, spetta al popolo decidere il proprio interesse nazionale e in maniera trasparente e democratica

Tommaso Merlo