Il popolo pentastellato sta accorrendo sotto al balcone del suo Salvatore. Le indubbie qualità di Conte non c’entrano nulla. È una questione democratica di fondo che sfugge alle vittime della contite. Più il potere è accentrato, più è nocivo per la collettività. Più è diffuso, più è benefico. È da decenni che l’Italia si affida a qualche Salvatore coi risultati catastrofici che ben conosciamo. Il Movimento prometteva di invertire la rotta, parlava d’intelligenza e coscienza collettive e di cittadini al potere e una democrazia sempre più diretta. Ma una volta al governo ha progressivamente abbandonato i suoi propositi e il potere si è accentrato in sempre meno mani. È stata questa una delle ragioni della sua rovina. Il potere sempre più nelle mani dei big della classe dirigente, una base consultata sempre più di rado e senza un vero dibattito interno se non per vidimare direttive volute dall’alto. Con la chicca di stati generali fantasma e il voto favorevole ad una leadership condivisa finito anch’esso vittima della contite. Ma questa questione va ben al di là delle vicissitudini intestine del Movimento. La storia ha insegnato che più il potere è accentrato in poche mani, più è nocivo per la collettività e questo per una ragione molto semplice. Il potere in mano a poche persone viene condizionato da quelle singole persone. Dal loro ego, dalla loro personalità, dalle loro ambizioni o interessi e quant’altro. Tutta roba personale che non ha nulla a che fare con la collettività e che spesso finisce per danneggiarla. È storia. Più il potere è accentrato, più è miope, più è volubile, più è vittima dei difetti e dei limiti personali di chi lo detiene. Più invece il potere è condiviso e partecipato, più è lungimirante e virtuoso e disinteressato e coraggioso. Pura e semplice storia. Ma ci sono un paio di “però” e pure belli grossi. Già, il potere condiviso fa paura ai potenti di turno. Storia anche questa. Più il potere è condiviso più è imprevedibile e può quindi dar fastidio prendendo decisioni scomode per chi detiene le redini del sistema. Le classi dirigenti, le caste, le lobby e compagnia cantante. Per questo il Movimento all’inizio ha fatto così paura ed è stato ferocemente contrastato, perché prometteva di strappare il potere ai potenti di turno e di darlo a cittadini qualsiasi. Estranei, sconosciuti, non comprabili. È cronaca, non solo storia. Un esempio su tutti. L’Italia è il paese più corrotto d’Occidente eppure non aveva una legge anticorruzione decente, sono dovuti arrivare dei cittadini per farla. Questo perché quella legge ai potenti non conveniva. Già, col potere accentrato in poche mani fidate, al di là delle carnevalate elettorali, alla fine non cambia mai nulla di sostanziale a meno che non convenga ai potenti di turno. I potenti supervisionano giusto l’umore delle masse coi sondaggi perché consenso vuol dire poltrone, ma di fatto concedono solo le briciole di cambiamento che gli garantiscono di continuare a soddisfare la loro mania di grandezza. Potere condiviso vuol dire invece spodestare i potenti dal loro ruolo e ridurli a semplici facilitatori della volontà dei cittadini. Niente balconi, niente folle. Niente doppiopetti e sfilate. Testa bassa in ufficio e pedalare per produrre risultati. E sulla pelle dei poveri cristi e non a chiacchiere. Poi c’è una ragione pratica oggettiva. Il potere accentrato in poche mani fidate è più facile da gestire. C’è uno che comanda, una cerchia di fedelissimi e la folla sotto al balcone. Col potere condiviso è più complesso arrivare a delle decisioni. Già, c’entra pure la pigrizia. Il Movimento ci ha provato, ma una volta al governo ha progressivamente accantonato la democrazia diretta. Le indubbie qualità di Conte non c’entrano nulla. È una questione democratica di fondo che sfugge alle vittime della contite. Una questione fondamentale. Per generare vero progresso e cambiamento democratico sostanziale, non servono Salvatori affacciati a qualche balcone e folle festanti, serve invece che il potere sia il più possibile condiviso e aperto e inclusivo e partecipato. E che possa esprimersi davvero appieno. Direttamente, liberamente, consapevolmente. È questo il futuro della democrazia.

Tommaso Merlo

Napoli festa Italia 5 stelle per i 10 anni del Movimento 5 stelle. In foto il premier Giuseppe Conte ( – 2019-10-12, Fotogramma) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate