L’unica novità politica sulla scena degli ultimi anni è stato il Movimento che la vecchia partitocrazia ha tentato di massacrare fin dalla sua nascita. Non ci sono riusciti ma gli è andata bene perché il Movimento ha deciso di suicidarsi. Oggi è lì che inciucia con tutti i suoi nemici e traditori senza nemmeno un perché e spera di poter lucrare sul consenso personale di Conte per sopravvivere. Un suicidio davvero inspiegabile. Il Movimento doveva appartenere a tutti, doveva avere come unici leader i cittadini e doveva avere come uniche stelle le cose da fare. Nessun capo, nessuna corrente, ma una comunità di cittadini alla pari che procedeva a maggioranza votando in rete. In modo che a decidere fosse l’intelligenza e la coscienza collettiva. Era questo il progetto. E la cosa più assurda è che stava funzionando. Nei primi mesi del governo gialloverde, il Movimento ha realizzato più promesse che i vecchi partiti in anni ed anni di chiacchiere a vanvera. E cose rivoluzionarie e sostanziose come il Reddito o la Spazzacorrotti fino addirittura al taglio dei parlamentari. Una fase riformista importante e innegabile. Ma nonostante il progetto del Movimento abbia dimostrato di funzionare, si è progressivamente avvitato in una spirale autodistruttiva. Fino al suicidio, fino a consegnarsi mani e piedi ai propri carnefici nel mega inciucio draghiano. Se c’era un periodo storico in cui serviva l’opposizione era questo, la fase di ricostruzione post pandemica. Ed invece il Movimento si è accodato al pensiero unico. Il mega inciucio è solo l’ultimo clamoroso errore di una classe dirigente che non doveva neanche esistere e che si è rivelata disastrosa trascinando il Movimento addirittura in una rissa intestina sfociata nel divorzio con Rousseau e adesso alla bega tra due capi. Invece che di democrazia diretta, si litiga sulla diarchia. Questo a conferma di come ad essere stata calpestata è l’idea originaria del Movimento che non prevedeva capi e capetti e correnti e social-tifoserie. Il Movimento doveva essere una forza antisistema che aveva come obiettivo il riformare radicalmente la marcia partitocrazia italiana. Scardinando la triade vecchi partiti, lobby e stampa al seguito. Ed invece oggi è lì che inciucia nei corridoi senza neanche un perché. Ed invece è lì che spera disperatamente di lucrare sul consenso personale di Conte quando il Movimento ha per anni predicato che non gli interessava il consenso ma fare le cose giuste per salvare il paese dalla mafiosità che lo ha infettato in ogni pertugio. Un paradosso. I vecchi partiti che hanno devastato l’Italia sono ancora tutti lì e non cambiano di una virgola. L’unica esperienza politica innovativa e che ha dato frutti invece cambia radicalmente e torna ad affidarsi a salvatori della patria e politicanti assortiti. Davvero un paradosso che dimostra come l’idea originaria del Movimento fosse davvero ottima. Se fosse rimasto coerente, se avesse applicato appieno la democrazia diretta senza permettere all’ego dei singoli dirigenti di mettersi di mezzo, il Movimento non sarebbe in questa condizione penosa. La sua comunità di cittadini avrebbe prodotto una linea politica assolutamente più saggia e lungimirante e vincente. È l’ego dei dirigenti che ha rovinato il Movimento, è l’interferenza dei singoli dall’alto, è il virus della vecchia politica che lo ha infettato una volta giunto nei palazzi. I portavoce si son progressivamente dimenticati di essere poveri cristi al servizio dei poveri cristi e si sono autoconvinti di essere chissà quali statisti. Capetti, correnti, manovre, nauseabondo linguaggio politichese. Egopolitica ammuffita che ha progressivamente portato al tradimento dell’idea originaria. Da parte dei portavoce ma anche dei cittadini a casa che sin son messi a tifare per Tizio e Caio e Sempronio invece di rivendicare il loro ruolo di veri ed unici leader del Movimento che non doveva appartenere a nessuno se non a chi ne condivideva i valori e le cose da fare. Vedremo come i dirigenti ne usciranno dalla penosa situazione in cui hanno trascinato il Movimento. La soluzione più ovvia sarebbe che dal primo all’ultimo prendessero atto del loro fallimento totale e togliessero tutti il disturbo. Questo in modo che il Movimento ricominci la strada interrotta e in modo che torni in mano ai suoi leggiti proprietari che sono i cittadini, che sono tutti coloro che hanno capito la sua idea originaria e che ci hanno creduto. Oggi ci sarebbe bisogno più che mai del vero Movimento nella politica italiana. Altro che mega inciucio e pensiero unico.

Tommaso Merlo