Intossicata dall’egoismo, la democrazia si riduce a mera lotta per il potere. Lotta tra egopoliticanti che al di là della propaganda sono interessati solo a se stessi. A guadagnare consenso, a spartirsi il potere. L’egodemocrazia si contraddistingue per una forte personalizzazione. Ruota cioè attorno alla figura di egoleader che man mano che si susseguono sulla scena. Sono loro i protagonisti indiscussi dell’egodemocrazia, non i cittadini e nemmeno il parlamento. Interi partiti e intere fasi storiche si riducono all’epopea dei singoli egoleader. Col dibattito pubblico che disquisisce sulle loro persone invece che su visioni alternative del mondo. Al posto di allargare gli spazi di partecipazione popolare, l’egodemocrazia li riduce. Perché più pratico e funzionale a chi comanda. In cima dominano gli egoleader, attorno a loro dei fedelissimi e sotto gli egocittadini ridotti a tifosi. Gli egoleader si rivolgono ai cittadini ed instaurano un rapporto diretto con loro. Si propongono come membri del popolo al servizio del popolo e non esitano a far coincidere la propria volontà con quella generale. Le qualità di recitazione sono determinanti. Espressioni, gestualità, costumi di scena, accessori. Gli egoleader cambiano copione a seconda delle esigenze tattiche del momento. Alzeranno i toni in campagna elettorale per lucrare sui malumori, mentre una volta nei palazzi assumeranno toni istituzionali più consoni. Gli egoleader possono contare su partiti su misura in cui il dibattito interno è ai minimi termini. Ai fedelissimi è concesso di farsi una corrente personale che più sarà numerosa più garantirà potere a chi la comanda. Questo perché in egopolitica contano i numeri, conta la legge del potere. Gli egopartiti premiano i comprimari mansueti e la fedeltà è un valore assoluto. Meglio esponenti mediocri ma affidabili che persone in gamba ma troppo indipendenti che alla lunga potrebbero dar fastidio. L’egodemocrazia divide i cittadini e li avvelena con conflittualità perenni che sono perlopiù fasulle. Questo perché al di là della propaganda, gli scopi ultimi degli egopolitici sono identici. Il potere. Non esiteranno quindi ad allearsi con chiunque se lo riterranno utile. Hanno i loro vaghi riferimenti ideologici ma nell’egodemocrazia coerenze ed idealismi sono un fardello controproducente. Gli egoleader non si fanno scrupoli a cambiare idee e linee e alleati a seconda delle esigenze strategiche. Questo perché la loro vera priorità in fondo è se stessi e l’orizzonte sono sempre le prossime elezioni. Per questo l’egodemocrazia è miope, perché impigliata dalle necessità carrieristiche dei singoli politicanti. Destini personali che ostacolano quello collettivo. Per definire programmi e contenuti, gli egoleader annusano l’aria del proprio bacino elettorale e la cavalcano tarando la propria proposta in base all’andamento del mercato elettorale. Le egodemocrazie sono rumorose ma inconcludenti. Tanta propaganda ma pochi fatti. Prima delle elezioni sembra che debba crollare il mondo e poi si alternano giusto gli egopoliticanti sul palco. Attori diversi, stesso copione. Ma l’egodemocrazia ha un senso. Risponde cioè alle esigenze egoistiche delle masse. Sempre più di fretta, sempre più perse in qualche materialistica superficialità, sempre come assenti e vittime di ossessivi automatismi, sempre con un unico vero interesse in mente, se stessi. Soddisfare i propri bisogni perlopiù superflui. Non c’è tempo per l’impegno altruistico, non c’è tempo per analizzare e ragionare e capire. Molto più comodo credere. Molto più comodo scegliere un idolo. Qualcuno che piaccia. Che buchi. E delegargli il proprio destino. Almeno per po’. Già, ormai gli egoleader durano sempre di meno. Il mercato elettorale è assai volatile. Gli elettori superstiti son stati fregati troppe volte. L’egodemocrazia è comoda ma dannatamente fallimentare. Produce chiacchiere ma non riesce ad incidere davvero sulla storia dei popoli. Questo perché in democrazia senza altruismo e partecipazione non si genera la forza necessaria per un vero e virtuoso cambiamento. E intossicata dall’egoismo, la democrazia si riduce a mera lotta per il potere.

Tommaso Merlo

Rome, Italy – April 28, 2012: Palazzo Montecitorio is a building in Rome, where the seat of the Chamber of Deputies of the Italian Republic.