Siamo al governo dei peggiori e pure commissariato. La colpa è dei cittadini che permettono a certa politica d’imperversare. In questi giorni impazza lo scandalo Renzi che però qualcuno ha votato e rivotato ed oggi ancora difende. E non è certo un caso se personaggi come Berlusconi sono ancora sulla scena ed oggi partecipano addirittura al governo. I politicanti in Italia si possono permettere di tutto. Scandali, cambio di idee e di casacche, bugie, fallimenti. Tutta colpa dei cittadini che prendono sottogamba il loro ruolo e si mettono a tifare. Se a far schifezze sono gli avversari allora tutti a scandalizzarsi, se ha far schifezze sono i propri beniamini allora pazienza. Basta vedere quello che sta succedendo nel Movimento nelle ultime settimane. Se gli altri partiti avessero fatto la metà delle giravolte, chissà che casino avrebbero scatenato. In Italia mancano valori condivisi e che vanno oltre le fazioni e le convenienze. Valori come onestà intellettuale e coerenza dovrebbero essere patrimonio di tutti. Ed invece da noi prevale la faziosità sull’obiettività e le emozioni sui ragionamenti. È per questo che si creano quei cortocircuiti d’ipocrisia di massa che consentono a certi personaggi d’imperversare e che alla lunga portano ai governi dei peggiori e pure commissariati. Più i cittadini tifano, peggiore è la qualità della politica e quindi della democrazia. Più i cittadini invece sono obiettivi ed esigenti verso qualunque politico o partito, più la qualità della politica e quindi della democrazia migliora. Per questo sono i cittadini il vero motore del cambiamento. La politica riflette solo la cultura dominante. Da noi la politica genera un gran baccano e fiumi di chiacchiere ma alla lunga non cambia mai nulla e perdiamo decenni dietro alle peripezie dei soliti noti. Da noi non appena emerge un boss si crea subito il clan attorno a lui. Clan che poi combatte contro altri clan per controllare il proprio territorio. Con tutti a posizionarsi in base alla paura o alla convenienza. Da noi viene premiato il conformismo, la fedeltà incondizionata, viene premiato chi non dà fastidio, chi permette al boss e al sistema di sopravvivere serenamente. Da noi la diversità e l’originalità e perfino la verità sono viste con sospetto e spesso ostacolate ed emarginate. Siamo un paese conservatore ed ottuso e per questo fermo. Da noi chi arriva in cima poi non molla più. Si creano corti e cerchie che fungono da cappe ed impediscono il rinnovamento. Stessi personaggi, stesse logiche ripetute fino alla noia. Tutti a sgomitare per prevalere e per restare a galla. Potere, visibilità, prebende. Egoismo personale ma anche collettivo. Nessuno che fa mai passi indietro, nessuno che ammette mai di aver sbagliato e chieda scusa. Tutti che si credono indispensabili. Perfino l’umiltà e la modestia sono diventati dei difetti. Ma la causa è culturale. L’egopolitica è solo una conseguenza. Da noi son sempre tutti pronti ad accorrere sotto al balcone di qualche Salvatore della Patria. Come se un paese migliorasse grazie ai suoi prodigi e non invece ai sacrifici e alla partecipazione di tutti, nessuno escluso. Dal basso, non dall’alto. Un paese cambia solo quando cambiano i suoi cittadini. Quando cambia la loro cultura di fondo. Quando cambia il loro modo di rapportarsi con la politica e la democrazia ma anche con gli altri. Quando i cittadini la smettono di tifare, quando condividono valori cruciali per tutti come l’onestà intellettuale e come la coerenza e la pretendono da tutti i politici e da tutti partiti, anche dai propri, anche quando è sconveniente. Finché gli italiani non cambieranno si creeranno sempre quei cortocircuiti d’ipocrisia di massa che consentono a certi personaggi d’imperversare e che portano alla nascita di governi dei peggiori e pure commissariati.

Tommaso Merlo