Molti portavoce non voteranno la fiducia a Draghi, molti altri la voteranno tappandosi il naso. Vedremo se dalla spaccatura nascerà un Nuovo Movimento oppure se finirà tutto in niente. Oggi milioni di italiani non si sentono rappresentati da nessuna forza politica. Una pecca per la nostra democrazia. Si tratta di sostenitori del Vecchio Movimento che oggi si rifiutano di allearsi con Berlusconi e sottomettersi a Draghi, ma anche di milioni e milioni di voti che il Vecchio Movimento ha perso per strada negli ultimi tre anni. Un bacino davvero enorme. Milioni di voti ma soprattutto milioni di cittadini che si sentono traditi e delusi dal Vecchio Movimento ma che non sono confluiti in nessun altro partito e si sono rifugiati nell’indifferenza o nel risentimento verso tutta la politica. Cittadini senza una voce, senza una speranza. Davvero una pecca per la nostra democrazia. Il Vecchio Movimento aveva riacceso una luce dopo decenni di malapolitica e aveva raccolto un enorme consenso da parte di cittadini che non appartenevano più a nessuno schieramento e volevano un cambiamento radicale. Milioni di cittadini che il Vecchio Movimento ha perso per strada e che oggi rimangono in attesa che qualcuno riconquisti la loro fiducia. Nella vita chi si sente tradito o deluso difficilmente torna indietro, solo un Nuovo Movimento all’altezza delle loro aspettative potrebbe riuscire a riconquistarli. Non chissà quale partito vecchio stampo, ma l’evoluzione del Vecchio Movimento. E questo è un punto cruciale. La vecchia partitocrazia ha sempre visto il progetto del Movimento 5 Stelle non come una opportunità di cambiamento ma come un deleterio nemico da abbattere. Ma il progetto originario del Movimento 5 Stelle ha in realtà fatto scuola ed aperto una nuova via che non andrebbe abbandonata ma rilanciata. Salvando quello che ha funzionato e sbarazzandosi del resto. I cittadini prestati alla politica, la partecipazione dal basso attraverso la rete. Fino ad un certo punto il modello ha funzionato eccome conquistando anche bandiere importanti. Anche gran parte dei valori e delle battaglie sono ancora valide e politicamente vive. Il Vecchio Movimento si è come arreso prima di vincere la rivoluzione. Si tratta solo di raccoglierne il testimone. L’ascesa del Vecchio Movimento è stata frutto di una tempesta perfetta che difficilmente si ripeterà. Oggi la nascita di una Nuovo Movimento può contare sui portavoce che non voteranno la fiducia a Draghi e su tutti gli attivisti che non accettano di allearsi con Berlusconi. Un patrimonio che affinché non si disperda andrebbe aggregato da una iniziativa politica. Come ha insegnato il progetto originario del Movimento, non servono soldi o santi in paradiso, servono valori e cittadini che han voglia di rimboccarsi le maniche, servono idee e punti d’incontro. Un nuovo blog finalmente all’altezza, nuove stelle dopo mesi di sterili attese, nuove leve ma anche punti di riferimento. Alessandro Di Battista insieme a tutti i portavoce dissidenti potrebbero giocare un ruolo fondamentale se avessero voglia d’impegnarsi. Non si tratterebbe di far nascere un nuovo partitino dal palazzo, ma di dar seguito ad una reale spaccatura politica col sostegno di milioni di cittadini che si sentono delusi e traditi. Non un ritorno al passato, ma un Nuovo Movimento che riprenda la via abbandonata da quello vecchio. Non resta che attendere gli sviluppi del voto di fiducia. Solo allora sapremo se tutto finirà in niente oppure se nascerà un Nuovo Movimento che oltre a fare sacrosanta opposizione all’ammucchiata, darà rappresentanza politica ai milioni di cittadini rimasti senza. A giovarne sarebbe tutta la democrazia.

Tommaso Merlo