Gli hanno slinguazzato i piedi con tale foga che sul più bello Draghi ha fatto clamorosamente cilecca. Ansia da prestazione, doveva dar vita al governo “d’alto profilo” ed ha sfornato una ciofeca infarcita di poltronari cronici. Col Movimento che come al solito se lo prende in quel posto più di tutti. Draghi si è tenuto giusto qualche amichetto tecnico nei posti chiave per fare il compitino del Recovery e tenere i conti in ordine, per il resto più che un governo sembrano gli invitati ai funerali del cambiamento che gli italiani han chiesto a gran voce il 4 marzo. Un pacco clamoroso. Sia per i cittadini ma anche per i partiti che ci sono cascati. A partire dal Movimento. Salta Bonefede e l’Azzolina come voleva Renzi, Di Maio rimane ancora inchiodato su una poltrona anche se defilata, per il resto briciole. Quanto al ministero per la transizione di chissà cosa si è confermata una supercazzola prematurata. Roba da tornare in fretta e furia su Rousseau per chiedere agli iscritti di rimangiarsi la cazzata fatta e restare all’opposizione in modo da salvare il salvabile. Agli incazzati del no, ora si aggiungano i delusi del sì. Una bolgia. Praticamente il Movimento si appresta a regalare la propria forza parlamentare ai suoi nemici e traditori in modo che riescano a sotterrare definitivamente il cambiamento per cui il Movimento è nato ed ha combattuto. Come dei partecipanti alle proprie esequie. Un pacco clamoroso. Sia per il Movimento ma anche per gli altri partiti che ci sono cascati. Salvini ha tuonato per un anno intero contro Conte per come ha gestito la pandemia e si ritrova al governo col ministro Speranza. E non solo. Salvini ha tuonato un anno intero contro Conte perché ha riaperto le braccia all’invasione e si ritrova al governo con la Lamorgese. Davvero un pacco incredibile per lo statista padano. Non gli resta che fare lo sciacallo di se stesso e prenotare un lettino al Papeete in modo da far saltare tutto prima che la Meloni gli porti via anche le mutande. Quanto al Pd si conferma imbattibile quando si tratta di piazzare le onorevoli terga da qualche parte. Al governo entra la solita manciata d’inossidabili poltronosauri, spetterà a loro “salvare il paese” ma anche la faccia del partito. Il Pd ha inciuciato con tutti, gli mancavano solo i temutissimi populisti e sovranisti e finalmente arricchiscono il loro palmares. Ritireranno fuori la manfrina del fronte progressista e di qualche santa alleanza alla prossima poltronata, se gli converrà. Quanto ai renziani e alle altre truppe voltafacciste rimangono a bocca quasi asciutta. Non male per i grandi vincitori della crisi. Data la numerosità dell’ammucchiata ora contano come il due di picche quando briscola è bastoni. Forza Italia invece ha vinto per davvero. Ritornano Brunetta e la Gelmini. Finalmente i politici competenti e d’alto profilo per cui Forza Italia si è sempre battuta. Una bella occasione per rifarsi una verginità e continuare a sognare Silvio al Quirinale. Che pacco. Più che un governo gli invitati ai funerali del cambiamento che gli italiani han chiesto a gran voce il 4 marzo. Davvero clamoroso. Sia per i cittadini ma anche per i partiti che ci sono cascati. A partire dal Movimento. Non resta che sperare in un sussulto d’orgoglio dei portavoce in parlamento. Basterebbe che ascoltassero la bolgia dei loro elettori incazzati invece che reggenti e big che li hanno fatti deragliare. Ma non tutto il male vien per nuocere. A furia di slinguazzamenti, Draghi è finito vittima dell’ansia da prestazione e ha fatto cilecca. Non poteva iniziare meglio. Questa ciofeca infarcita di poltronari cronici inizierà a litigare nel giro di qualche settimana. E non appena Draghi avrà completato il compitino del Recovery e saremo sufficientemente vaccinati, si tornerà al voto. A quel punto saranno i cittadini a celebrare i funerali, già, di questa incresciosa pagina politica.

Tommaso Merlo