Davvero vergognoso come la stampa delle lobby stia tirando la volata a Mario Draghi. Quando era il momento di Giuseppe Conte eravamo sull’orto di un precipizio, adesso siamo alla vigilia del paradiso. Davvero vergognoso come certa politica abbia già iniziato a strisciare ai suoi piedi. Finalmente è arrivato il pifferaio magico che l’establishment stava aspettando per tornare alla normalità. Evviva. Nasce l’ennesimo governo alla faccia dei cittadini che il 4 marzo avevano votato per il cambiamento e si ritrovano un’ammucchiata guidata dall’ennesimo tecnocrate. Un vecchio bancario altolocato, forse la categoria maggiormente responsabile dei disastri politici e sociali degli ultimi decenni in tutto l’Occidente. Mario Draghi è stato un cardinale di quella chiesa del vil danaro che sono le banche. Il cuore del potere economico che negli ultimi decenni si è fatto sciaguratamente anche politico collezionando disastri epocali. Lacrime e sangue per una ripresa che ancora stiamo aspettando. Il celeberrimo modello neoliberista che alla volontà popolare ha sostituito quella dei ricchi e dei potenti. Politica fatta a suon di grafici e formule finanziarie. Con lo stato ridotto a peso da snellire e i lavoratori a capitale umano da poter disporre alla bisogna. Soldi, soldi, soldi che si son comprati tutto. Perfino la verità, perfino la democrazia. Macerie politiche e sociali e culturali che hanno portato ovunque alla nascita di nuove forze politiche “populiste” tra cui da noi quella del Movimento 5 Stelle. Forze nate dal basso, forze al fianco dei cittadini, contro un modello spietato e fallimentare, per rimettere le persone al centro della politica e ridargli il ruolo democratico che gli spetta. Se il Movimento appoggiasse l’ammucchiata guidata da Mario Draghi sarebbe un oltraggio a tutti coloro che hanno sostenuto e creduto nel progetto in questi anni, sarebbe quello che il Movimento finora non ha fatto, tradire. Da quando è nei palazzi i sostenitori del Movimento si son dovuti ingoiare di tutto per riuscire a realizzate il programma. Prima la Lega poi quello che resta del centrosinistra. Anni difficili di forzata cooperazione con quegli avanzi della vecchia partitocrazia responsabili della deriva del paese ma determinati a resistere e ad ostacolare il cambiamento. Anni difficili che hanno prodotto risultati importanti ma anche fango, disprezzo, amarezza e perfino due clamorosi voltafaccia. Due governi andati in fumo, una legislatura spezzata, come le istanze del 4 marzo. Tutto grazie ad una furiosa reazione restauratrice culminata con lo spietato ed insensato accantonamento di Giuseppe Conte. Alla faccia della volontà popolare. Tornano i tecnocrati. Ma c’è di più. Dopo aver abbattuto vilmente il Movimento ora se ne vogliono servire, vogliono sfruttare i suoi numeri in parlamento per tirare a campare altri due anni sotto la guida di Mario Draghi che incarna tutto ciò contro cui il Movimento ha sempre combattuto. Due piccioni con una fava. Riprendersi il potere e distruggere una volta per tutte il Movimento. Cosa che questa volta potrebbe riuscirgli dato che per il Movimento si tratterenne di un vero e proprio tradimento. Dei propri valori, della propria storia, delle persone che hanno creduto al progetto. Ma c’è addirittura di peggio. Partecipando all’ammucchiata di Draghi, il Movimento finirebbe a braccetto con quello che resta di Berlusconi rimangiandosi perfino il tabù dei tabù. Davvero troppo. Senza parlare che il Movimento finirebbe a braccetto anche dei renziani e forse pure dei salviniani. Coloro che hanno pugnalato alle spalle il Movimento impedendogli di continuare ad onorare il mandato elettorale ricevuto dai cittadini. Davvero troppo. Un chiaro e inequivocabile tradimento politico e perfino umano. Un tradimento che avrà gravissime conseguenze sul Movimento oltre che una mossa politicamente idiota. Abboccando all’ammucchiata di Draghi il Movimento fa il gioco di tutti coloro che da anni sognano la sua fine. A destra ma anche tra la fu sinistra. Abboccando il Movimento comprometterebbe ogni possibilità di giocare un ruolo politico in questa legislatura da incubo e si scaverebbe la fossa da solo.

Tommaso Merlo