Una crisi al buio con centinaia di morti al giorno e la terza ondata alle porte. Uno dei punti più bassi della storia della nostra Repubblica. La vecchia politica italiana non si è fermata neanche davanti all’emergenza del secolo. Prima ci hanno pensato le opposizioni sovraniste che dall’alto del loro patriottismo non hanno smesso un secondo di alimentare un chiassoso pollaio nella speranza di lucrarci sopra qualche voto. Poi la vecchia politica nostrana si è spinta addirittura oltre, facendo implodere la maggioranza nel pieno dello sforzo per contenere il virus e i suoi danni devastanti. Arrivando al punto da pugnalare alle spalle il proprio generale al culmine della battaglia. Un generale integro come Conte apprezzato sia dai cittadini che all’estero proprio per come sta conducendo il nostro paese in questa complessa crisi. Una crisi agghiacciante sia per la tempistica sia perché del tutto priva di reali motivi politici. Una crisi basata su insulsi pretesti escogitati per celare irricevibili egoismi personali e di fazione. Un obbrobrio mentre il bollettino di guerra continua a salire e ai cittadini già esasperati sono richiesti ulteriori sacrifici. I poveri cristi chiamati al senso di responsabilità mentre presunti onorevoli si dimostrano talmente irresponsabili da far saltare all’aria il governo in piena emergenza. È proprio vero che la vecchia politica insieme al vecchio giornalismo sono una delle peggiori espressioni del nostro paese. Resti malconci di logiche e cricche che han fatto danni enormi e che non si vogliono rassegnare alla loro fine storica. E poi hanno pure il coraggio di sorprendersi se scoppia il populismo, se la società di radicalizza e se la rabbia dei cittadini cerca sbocchi altrove. E poi hanno pure il coraggio d’indignarsi se milioni di cittadini disgustati non s’informano più e non vanno più nemmeno a votare e disprezzano perfino le istituzioni. Ora non resta che attendere l’epilogo. Vedremo se la vecchia politica riuscirà a levarsi finalmente dai piedi l’intruso generale Conte e mettere così le mani sul Recovery oppure no. Vedremo se la vecchia politica riuscirà a levarsi finalmente dai piedi le istanze di cambiamento del 4 marzo e riprendere così il solito andazzo oppure no. Vedremo se il parlamento reagirà per il bene del paese oppure per il proprio come da migliore tradizione magari escogitando qualche mostruosità. Difficile credere che le orde di transfughi e poltronosauri che bivaccano da sempre nell’emiciclo siano diventati di colpo tutti irreprensibili angioletti disposti a perdersi altri due anni a sbafo sapendo di essere al loro ultimo giro di giostra e con la pandemia comoda comoda da usare come scusa per rinviare il voto. Di certo, se alla fine la parola passasse ai cittadini, l’esito potrebbe essere meno scontato del previsto. I sondaggi danno il sovranismo in testa ma dopo mesi in cui la vecchia politica ha dato il peggio di sé e dopo una crisi agghiacciante come questa, le urne potrebbero riservare sorprese. Inchiodando la vecchia politica alle sue colpe e facendo prevalere il buon senso di affidarsi a chi ha dimostrato capacità e senso di responsabilità come la coalizione guidata da Conte. Quanto ai libri di storia, vi resterà giusto come la vecchia politica italiana non si sia fermata neanche davanti all’emergenza del secolo. Aprendo una agghiacciante crisi al buio con centinaia di morti al giorno e la terza ondata alle porte. Uno dei punti più bassi della storia della nostra Repubblica.

Tommaso Merlo