Dagli Stati Generali è emerso un Movimento sostanzialmente unito e sul pezzo. Altro che ammutinamento. Manutenzione del piroscafo, aggiornamento della rotta e barra a dritta. In attesa della sintesi il Movimento procede spedito per uscire da questa pandemia, vegliare sul Recovery e continuare a cambiare questo malconcio paese. Portando a casa il più possibile fin che dura la legislatura. Nuove e vecchie stelle. Poi toccherà alle nuove leve visto che il pilastro del secondo mandato resta e con esso l’anima del progetto. Quello dal divano alla poltrona rimane un biglietto d’andata e ritorno e nuove energie e sensibilità potranno farsi largo. Vedremo se il clima d’intesa emerso dagli Stati Generali reggerà tra i big come tra gli small e se prevarrà realismo ed accortezza visto che per distruggere ci vuole un attimo e per costruire anni ed anni. Vedremo. Il clima di frustrazione e complottismo che regna di questi tempi sembra infatti aver infettato anche il Movimento. Dietrologie, sospetti. Mazzi di zizzania. Giù a lamentarsi come se avessero la verità in tasca e la colpa fosse sempre di qualcun altro. Giù a lamentarsi come se dietro vi fosse sempre chissà quale torbido arcano mentre in realtà certi fantasmi aleggiano solo nella loro strabica immaginazione. Big e small. Giù a lamentarsi mentre per gli standard nostrani il Movimento sta riuscendo nell’incredibile miracolo di realizzare quanto ha promesso e perfino restituendo soldi invece che rubarli. Tutto già dato per scontato, come se il Movimento fosse al governo da vent’anni invece che da due. E come se nel frattempo fossimo stati colpiti da un raffreddore invece che da una devastante pandemia. Mazzi di zizzania. Strazi generali. Big e small. Giù a lamentarsi dimenticandosi che fenomeni politici democratici e pacifici come quello che ha portato al potere il Movimento sono rarissimi nella storia e soprattutto lo sono in paesi individualisti e litigiosi come il nostro in cui la politica ha sempre dato vita ad un chiassoso pollaio di partitini e di galletti poltronistici che non hanno concluso mai nulla se non ingrassare loro stessi. Per questo serve realismo e accortezza. Dei big come degli small. Altro che strazi generali. Questa occasione storica non va sprecata. Guai se oltre alle frotte di nemici esterni il Movimento dovesse difendersi anche dall’autolesionismo intestino. Siamo nel bel mezzo di una battaglia complessa ed estenuante per il cambiamento, una battaglia iniziata per le strade e che sta continuando nei palazzi in forme necessariamente diverse. Ma sta continuando. E il suo esito non è affatto scontato. Quello del Movimento è un esperimento, qualcosa di mai esistito prima e che quindi si sta evolvendo strada facendo e come tale richiede un continuo sforzo di elasticità ai big come agli small. Pensando fuori dagli schemi, guardando più lontano. Sarebbe folle sabotare il Movimento quando ha ancora così tanto da dare. Sarebbe folle sabotarlo quando l’Italia ha ancora così tanti problemi e non esiste sulla scena nessuna alternativa se non arrendersi e tornare ai vecchi partiti e alle vecchie logiche che hanno devastato il paese. Per questo serve realismo e accortezza. Dai big come dagli small. Perché per distruggere ci vuole un attimo, per costruire anni. Ed anni.

Tommaso Merlo