Il ponte stava su per miracolo ma la manutenzione costava troppo. Costi che avrebbero ridotto i dividenti. Profitti con cui rinnovare la villa al mare, con cui cambiare lo yatch e con cui comprarsi il senso della propria esistenza e perfino il benessere. Profitti, ad ogni costo. Anche a quello di mettere a rischio la vita degli altri, di quegli automobilisti che ogni giorno passavano ignari su un ponte pericolante. Persone ridotte a clienti, a numeri. Per profitto, la chiave di tutto. Anche del potere. Perché oggi tutto ha un prezzo e la politica non fa eccezione. Basta finanziare la campagna elettorale dei partiti per avere fior fiori di onorevoli a propria disposizione. Ma anche la stampa. Basta finanziare ed infiltrare i giornali per avere fior fiori di presunti giornalisti a disposizione. A quel punto il gioco è fatto. Piovono profitti con cui coronare i propri sogni di gloria personale ma anche familiare e societaria. Con la costruzione d’imperi capitalistici dinastici sempre più imponenti e globali. Una pandemia. Il virus circolava già in Sardegna ma chiudere le discoteche in pieno agosto costava troppo. Spese che avrebbero ridotto i ricavi. Profitti con cui rinnovare lo chalet di montagna, con cui cambiare il mega fuoristrada e con cui comprarsi il senso della propria esistenza e perfino il benessere. Profitti, ad ogni costo. Anche a quello di mettere a rischio la vita degli altri, di quei turisti giunti da tutta Italia per qualche settimana di svago ignari del focolaio in cui ballavano. Persone ridotte a clienti, a numeri. Per profitto, la chiave di tutto. E se le istituzioni si azzardano a prendere decisioni di salute pubblica che danneggiano i propri incassi allora si scatena l’inferno per fargli cambiare idea mentre la stampa al guinzaglio pensa al resto. Scatenando cagnare fumogene o coprendo tutto a seconda della bisogna. A quel punto il gioco è fatto. Piovono profitti con cui coronare i sogni di gloria del proprio personaggio, del proprio marchio, del proprio impero egoistico sempre più imponente e globale. Una pandemia. Un mondo, una società, vite intere basate sul profitto. Autostrade, discoteche ma anche il bar sotto casa. Dai grandi capitalisti fino ai piccoli imprenditori che protestano perché in tempi di pandemia e con centinaia di morti al giorno quel maledetto governo gli impone sacrifici che gli fanno perdere soldi. Fregandosene se le loro attività rischiano di diffondere il contagio mettendo a rischio la vita di persone sempre più ridotte a clienti e a numeri. Pesci troppo piccoli per piegare la politica e la stampa ai loro interessi e allora scendono in strada e sono gli avvoltoi politici ad accorrere da loro. Nella speranza di ricevere in cambio del consenso al momento opportuno. Profitti pecuniari, profitti politici. Un mondo, una società, vite intere basate sul profitto. Sull’accumulare soldi e cose e potere nella vana speranza si possa acquistare anche il senso della propria esistenza e perfino il vero benessere. Una pandemia.

Tommaso Merlo